BANCA DEL COLOSTRO EQUINO: UN PROGETTO PER TUTELARE LA BIODIVERSITA’

E’ entrato nella fase operativa il progetto B.C.E. Banca del colostro equino – il cavallo Murgese.
Il progetto finanziato dalla Regione Puglia ai sensi della Misura 16.2 del P.S.R. vede come capofila il Dipartimento SAFE della Università degli Studi di Basilicata e un qualificato partenariato che annovera, oltre ad ARA Puglia, il Dipartimento DISAAT della Università di Bari, il D.A.R.E. Distretto Tecnologico Alimentare Pugliese, l’ azienda Farmalabor e 6 allevatori del cavallo Murgese.
Il progetto prevede di valorizzare il colostro del cavallo Murgese, analizzandone le caratteristiche qualitative ed immunologiche e, soprattutto, creando una vera e propria banca del colostro liofilizzato, disponibile per gli allevatori per contrastare la mortalità neonatale in tutti quei casi in cui per motivi diversi il puledro non ha la possibilità di assumere il colostro direttamente dalla madre.
Inoltre il progetto si propone di valorizzare il colostro dal punto di vista commerciale, attraverso un utilizzo da parte di aziende farmaceutiche e della cosmesi.
Importante nell’ambito del progetto il ruolo dell’Associazione – riferisce il Direttore di ARA Puglia Giorgio Donnini – che si sta occupando attivamente del coordinamento e gestione degli allevamenti partecipanti, del prelievo e analisi dei campioni biologici per la verifica della sanità animale, dell’analisi qualitativa del colostro e dell’attività di animazione e divulgazione del progetto.
Il cavallo Murgese – riferisce il Presidente di ARA Puglia Pietro Laterza – è un patrimonio all’interno della ricca biodiversità zootecnica pugliese; è nostro preciso dovere salvaguardare questa razza migliorando la redditività e la competitività degli allevamenti. Siamo quindi orgogliosi di essere partner di questo progetto che oltre alle finalità scientifiche, si propone di valorizzare il colostro sia dal punto di vista delle esigenze degli allevatori e sia sotto l’aspetto commerciale. Un doveroso ringraziamento per quello che si sta facendo va dunque a tutti i partner, al responsabile tecnico scientifico prof. Carlo Cosentino e a tutti gli allevatori che stanno credendo nel progetto, mettendo a disposizione strutture e animali.