La raccolta in azienda dei dati zootecnici

di Alessia Tondo

Un impegno costante degli allevatori che ripaga
L’importanza di basare la gestione delle aziende da latte sui numeri è cosa abbastanza consolidata. Girando per gli allevamenti, in particolare quelli dei bovini da latte, ci si rende conto che il livello di digitalizzazione delle aziende è decisamente elevato.
Spinto sicuramente dalla necessità di automazione delle fasi di mungitura, l’allevatore si è trovato ad avere a che fare con software e report che lo hanno portato a adottare anche altre soluzioni tecnologiche legate a sistemi informatici, come la gestione dei carri per le razioni, i sistemi di raffrescamento o i software di gestione aziendale. Sulla propensione a usare internet si veda il box.
Si capisce bene come la digitalizzazione degli adempimenti burocratici adottata dalla Pubblica Amministrazione sia stata una importantissima leva per aumentare il livello di digitalizzazione. Si pensi solo alla registrazione in Banca dati anagrafica nazionale dei capi e delle loro movimentazioni, che è nata nel 2000 per i bovini e che più recentemente ha incluso le altre specie ad interesse zootecnico.
Le registrazioni in questa banca dati nazionale sono state gestite inizialmente da persone delegate esterne alle aziende, ma successivamente la BDN ha messo a disposizione degli allevatori strumenti informatici per gestire in autonomia le registrazioni fino ad arrivare al rilascio di una mobile-app. E’ chiaro che l’ingresso della tecnologia in stalla per la gestione dei dati, la connessione con le banche dati esterne, l’automazione e la gestione dei sensori di Precision farming ha reso consapevoli gli imprenditori agricoli del vantaggio competitivo che la gestione organizzata dei dati comporta per l’azienda agricola ma anche per tutto il settore agricolo nazionale.
Il Sistema Allevatori, fin dalla sua nascita il 20 agosto 1944, ha promosso la sistematica raccolta dei dati e la sensibilizzazione degli allevatori all’utilizzo dei numeri raccolti per la gestione aziendale. Gli allevatori iscritti ai controlli funzionali sono abituati da sempre a raccogliere in modo regolare gli eventi quotidiani attraverso metodologie standardizzate. Anche il Sistema Allevatori ha evoluto il suo sistema di raccolta dati dall’iniziale compilazione di moduli cartacei alla più recente soluzione rappresentata da Si@llEvA e dalla sua estensione app.
Le tre fasi
Ogni sistema informatico è composto da tre fasi principali: inserimento dati, modello di elaborazione e output dell’informazione sul quale si basano le analisi e le decisioni. Se tutte e tre queste fasi non sono accurate e precise, le scelte dell’allevatore non saranno guidate da un quadro oggettivo e reale della situazione aziendale. L’allevatore può adottare il migliore dei software, ma se non inserisce tutti i dati in modo completo e accurato il risultato che otterrà sarà in ogni modo scadente. A seconda del software di gestione che si sceglie, le procedure possono più o meno effettuare le verifiche sui dati in ingresso e quindi “avvisare” l’allevatore di possibili anomalie già al momento dell’inserimento. E’ però compito dell’allevatore scrivere da qualche parte tutti gli eventi dell’allevamento e riportarli tutti all’interno del software facendo attenzione a non modificare date o dettagli specifici. In particolare, una grande attenzione deve essere fatta per tutti gli eventi riproduttivi. E’ noto che la riproduzione sia direttamente legata all’efficienza economica della stalla. Se l’allevatore inserisce tutte le fecondazioni, le inseminazioni strumentali, gli impianti e gli espianti embrionali, le diagnosi di gravidanza positive e negative, gli aborti precoci e tardivi, gli assorbimenti embrionali, gli eventi sanitari e, ovviamente, i parti, essendo accurato nel registrare correttamente le date e completando anche i dati specifici di ciascun evento, la fotografia che il software è in grado di fornire all’allevatore e al consulente rispecchia realmente la situazione della stalla e quindi l’allevatore è in grado di trarre veramente vantaggio dallo sforzo che fa quotidianamente nell’inserimento dei dati. Altrimenti, non solo la fotografia è parziale ma, ancora più rischioso, è distorta. Una situazione distorta ma verosimile della stalla rappresentata nei report aziendali conduce a considerazioni sbagliate e quindi a decisioni sbagliate. Ben che vada l’allevatore non riesce a risolvere il problema, rischiando concretamente di peggiorarlo.
Anche l’azione del consulente diventa più efficace se lo si mette in grado di consultare informazioni strutturate e affidabili, con un ritorno immediato all’allevatore del costo che ha sostenuto per il consulente. Mentre (estremizzando) se inseriamo spazzatura in un sistema informatico otteniamo spazzatura.
Miglioramento della competitività del sistema agricolo italiano
I dati raccolti in azienda entrano sempre più spesso all’interno di un sistema informatico nazionale. E’ stato accennato precedentemente per quanto riguarda la banca dati anagrafica nazionale, ma lo è ancora di più se si parla di sistema di tracciabilità del farmaco, tracciabilità dei trattamenti effettuati sui singoli animali o monitoraggio di parametri di benessere e salute animale.
L’allevatore diventa il principale attore di un sistema informativo fondamentale per la risoluzione di alcune importanti e urgenti problematiche che vedono gli allevamenti al centro di attacchi più o meno strumentali, ma che comunque evidenziano alcuni importanti fattori di rischio legati alla loro gestione e misurano una particolare attenzione della società. L’aumento della competitività del comparto agricolo nazionale rappresenta per ogni singolo allevatore una fondamentale opportunità di accesso al mercato. Le richieste dei consumatori, sempre più legate all’etica, le emergenze globali come l’antibiotico resistenza e la riduzione delle emissioni in atmosfera impongono al sistema italiano di basare le decisioni su informazioni oggettive e certe.
L’Italia per anni è stata considerata tra i paesi che utilizzavano quantitativi eccessivi di medicinali sui propri animali, i dati che escono dal primo periodo di utilizzo ufficiale della banca dati della tracciabilità del farmaco sono invece molto più contenuti, a riprova che un sistema informatico nazionale organizzato ed efficiente, molto rigido nella catena dell’inserimento dei dati, fornisce le risposte che gli allevatori attendono da tempo e che ridanno la giusta collocazione alla zootecnia italiana sul mercato internazionale.
L’allevatore dunque rappresenta il punto di partenza di qualsiasi sistema informatico zootecnico e ha la responsabilità di fornire un dato reale e completo, anche in questo caso il suo impegno quotidiano fornisce le informazioni essenziali per la pubblica amministrazione e per il monitoraggio delle principali criticità globali, ma se opportunamente intercettate possono diventare un importante aiuto alla competitività del singolo allevatore attraverso lo sviluppo di servizi che gli verranno restituiti come informazioni aggiuntive utili alle gestione aziendale, sistemi di certificazione o di tracciabilità direttamente utilizzabili dai consumatori (vedi schema).
Un impegno ripagato dunque, un’importante responsabilità su cui si basa la credibilità dei sistemi di monitoraggio nazionali, una grande opportunità di ottenere servizi sempre più specifici e utili al miglioramento della gestione aziendale.
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La propensione a usare internet
Gli ultimi dati ufficiali a nostra disposizione sono quelli del censimento dell’agricoltura del 2010 in cui è emerso che il 3,76% delle aziende agricole era dotato di computer, l’1,79% delle aziende agricole aveva un sito internet e il 2,28% usava sistemi informatici per la gestione agricola e dell’allevamento; emergeva chiaramente che la sfida della digitalizzazione in agricoltura era ancora da vincere.
Il nuovo censimento ha da pochi giorni preso il via e i risultati dettagliati li avremo tra diversi mesi, misureremo così a che punto siamo arrivati.
Una ricerca più recente (Nomisma 2016) evidenzia che la propensione a utilizzare internet e altri sistemi informatici è molto sentita tra i consulenti (82,3% dei consulenti adotta sistemi informatici) ma anche tra gli agricoltori (61% degli agricoltori utilizza un computer per la propria attività e il 95% di loro consulta pagine web e banche dati online per la gestione dell’azienda agricola).
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Per un miglioramento delle performance aziendali
Il miglioramento dell’efficienza nella gestione aziendale costituisce uno dei maggiori fattori di competitività dell’allevatore che, assieme al veterinario o allo zootecnico, può mettere in atto un’attenta e periodica analisi dei fattori di rischio.
Per raggiungere gli obiettivi di miglioramento è importante però essere consapevoli che le valutazioni devono essere fatte in modo oggettivo, ossia basandosi sull’analisi delle registrazioni delle performance individuali degli animali. Ancora più importante, però, è la consapevolezza che inserire dati sbagliati, approssimativi o incompleti porta a suggerimenti sbagliati.